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sabato 30 luglio 2011

CANNE E OUTING - GLI ESPERIMENTI SCIENTIFICI DI VITTORIO FELTRI

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"Si', mi sono fatto una canna, ma una sola". E cosi anche Vittorio Feltri lo ammette, ospite del morning show di Emilio Pappagallo su Radio Rock 106.600, racconta: "Chiesi a uno dei miei quattro figli, ero giovane, di farmene una. L'ho fatto di nascosto a mia moglie, per un interesse scientifico. Dopo due-tre boccate ho commentato: dammi una malbolo che questa non sa di niente. E cosi' abbiamo smitizzato la canna in famiglia!".

ASCOLTA IL PODCAST DELL'INTERVISTA! clicca qui .


( la domanda Pappagallo la fa quasi alla fine dell'intervista, un po di pazienza..)

fonte: aduc.it, emiliopappagallo.it

martedì 18 maggio 2010

L'ECCESSO, L'ABUSO, IL TROPPO


!!! CLICCA SULL'IMMAGINE PER VEDERLA PIU' GRANDE !!!

Fonte: immagine ripresa dal giornale DolceVita, sito ufficiale www.dolcevitaonline.it
LEGGI DOLCE VITA RESPONSABILMENTE

domenica 9 maggio 2010

La parola 'tossicodipendente' incentiva atteggiamenti stigmatizzanti, lo conferma uno studio fatto in USA


Una interessante ricerca condotta da due psichiatri del Massachusetts General Hospital di Boston, pubblicata sulla rivista International Journal of Drug Policy, rivela come la terminologia utilizzata in riferimento a persone con problemi di tossicodipendenza riesca ad influenzare l’atteggiamento, anche di medici professionisti. Ad esempio, riferirsi a un individuo come "tossicodipendente", invece di "persona con disturbo da uso di sostanze", evoca giudizi diversi sull’autoregolamentazione comportamentale (scelta o impulso incontrollabile), sulla colpevolezza, sulla minaccia sociale e sui provvedimenti da prendere di tipo legale o terapeutico.
L’indagine ha coinvolto circa 700 medici di salute mentale a cui è stato proposto un breve questionario con una vignetta che utilizzava una delle due terminologie, e una serie di affermazioni rispetto alle quali esprimere la propria opinione. Gli items indagavano come veniva percepito il problema tossicodipendenza e le cause, se il protagonista era percepito come una minaccia sociale in grado di controllare l’uso della sostanza, e se dovesse ricevere un intervento punitivo o terapeutico. I risultati rivelano che i soggetti assegnati alla vignetta con la persona “tossicodipendente” si mostravano d’accordo nel ritenere il personaggio responsabile della propria condizione e, quindi, favorevoli a prendere misure d’azione punitive nei loro confronti. Pertanto, anche tra i professionisti altamente qualificati, l'esposizione a questi due diversi termini comunemente usati può evocare giudizi diversi, e il termine comunemente usato "tossicodipendente" può perpetuare atteggiamenti stigmatizzanti.

Fonte: ADUC.IT E PUBMED.ORG

venerdì 9 aprile 2010

L'Open Source e' un diritto protetto dalla legge

Lo ha stabilito la Corte Costituzionale pronunciandosi sul caso della Regione Piemonte, accusata dal governo di violazione della libera concorrenza per aver promosso l'uso del software libero nella pubblica amministrazione regionale. Secondo la Corte, l'open source ha una vita autonoma ed essendo in licenza “copyleft”, cioe' senza diritti d'autore, non puo' essere accusato di ledere i programmi proprietari.

Fonte:

http://www.softwarelibero.it/Corte_Costituzionale_favorisce_softwarelibero

Poco più d'un anno fa il Consiglio della Regione Piemonte approvava una Legge1 che stabiliva: "...la Regione nella scelta dei programmi per elaboratore elettronico, privilegia i programmi appartenenti alla categoria del software libero e i programmi il cui codice è ispezionabile dal titolare della licenza." (art. 6 co. 2°).

La scelta veniva accolta con entusiasmo dai sostenitori del Software Libero e da una grande parte della società civile mentre la Presidenza del Consiglio dei Ministri impugnava questa norma chiedendo alla Corte Costituzionale di dichiararla illegittima.

Il 23 marzo scorso la Corte ha stabilito2 che la preferenza per il software libero è legittima e rispetta il principio della libertà di concorrenza.

Sottolinea la Regione3: "non sarebbe dato comprendere come la scelta di un ente rispetto ad una caratteristica, e non ad un prodotto ... possa essere considerata invasiva della norma sulla tutela della concorrenza". Poco dopo la stessa Corte chiarisce: "I concetti di software libero e di software con codice ispezionabile non sono nozioni concernenti una determinata tecnologia, marca o prodotto, bensì esprimono una caratteristica giuridica".

In sostanza, secondo la Corte preferire Software Libero non viola la libertà di concorrenza, in quanto la libertà del software è una caratteristica giuridica generale e non una caratteristica tecnologica legata a uno specifico prodotto o marchio: questa sentenza mette a nudo l'inconsistenza degli argomenti di quanti, fino ad oggi, si sono opposti all'adozione di norme che favoriscono il software libero argomentando che confliggono con il principio di "neutralità tecnologica".

Il ricorso muoveva altri rilievi, alcuni dei quali sono stati giustamente accolti dalla Corte Costituzionale che ha annullato il 3° comma dell'articolo 1 e l'articolo 3, migliorando così il testo della Legge.

INGHILTERRA: PETER BARBER SELEZIONA LE PECORE CHE SI TOSANO DA SOLE!

La nuova creazione britannica potrebbe rivoluzione il mercato della lana e far risparmiare agli allevatori tempo e soldi spesi in costosa manodopera. “Exlana” è il nome della nuova specie di pecore realizzata da un incrocio di differenti razze esotiche, tra cui tra cui la pecora “Pancianera” tipica delle Barbados e quella “St. Croix” delle Isole Vergini.
Peter Barber, 54 anni, è l’ideatore del progetto che, secondo imminenti stime, porterà al risparmio di diverse migliaia di sterline. “Un tempo passavamo ore e ore a tosare le pecore – ha affermato l’ingegnoso allevatore al Daily Mail – ma con la svalutazione della lana tutto il processo ci faceva perdere soldi oltre a essere una grandissima scocciatura“. Poi spiega come è sbocciata l’utopia, poi divenuta realtà, delle pecore che si tosano da sole: “Dieci anni fa in Bolivia e in Brasile – rileva il ricercatore, a capo di un gruppo di altri 9 allevatori – ho visto che esistevano delle pecore che perdevano il pelo naturalmente. Ho preso il loro dna, incrociandolo con quella di altre razze tropicali, per creare il mix perfetto, che perdesse il pelo e potesse resistere alle nostre temperature. Adesso ho migliaia di pecore auto-tosanti nella mia fattoria”. TUTTA VIA ESISTE UNA SOSTANZIALE DIFFERENZA tra le normali pecore e le Exlana. Infatti, mentre ogni esemplare delle prime produce oltre 9kg di lana, ogni Exlana ne fornirà appena 500g. Al contrario però, la nuova razza è maggiormente resistente ai parassiti e la lana prodotta necessita in misura minore di trattamenti chimici. Per la stampa britannica, tale impensabile rivoluzione “annullerà 7mila anni di tradizione della tosatura”.

fonte: http://www.stranomavero.info/tag/peter-barber/ , Ansa .