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sabato 30 luglio 2011

CANNE E OUTING - GLI ESPERIMENTI SCIENTIFICI DI VITTORIO FELTRI

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"Si', mi sono fatto una canna, ma una sola". E cosi anche Vittorio Feltri lo ammette, ospite del morning show di Emilio Pappagallo su Radio Rock 106.600, racconta: "Chiesi a uno dei miei quattro figli, ero giovane, di farmene una. L'ho fatto di nascosto a mia moglie, per un interesse scientifico. Dopo due-tre boccate ho commentato: dammi una malbolo che questa non sa di niente. E cosi' abbiamo smitizzato la canna in famiglia!".

ASCOLTA IL PODCAST DELL'INTERVISTA! clicca qui .


( la domanda Pappagallo la fa quasi alla fine dell'intervista, un po di pazienza..)

fonte: aduc.it, emiliopappagallo.it

giovedì 28 ottobre 2010

LA SEGNALAZIONE DI ALTROCONSUMO SUL MIRACOLOSO PRODOTTO: IL SUCCO DI MANGOSTANO PRODOTTO DA XANGO

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Alla larga da Xango, succo di mangostano

Riceviamo molte segnalazioni su questo “miracoloso” succo tropicale reperibile su internet e vi diciamo: non cascateci. Per almeno due buoni motivi: non ci sono prove sulle sue capacità terapeutiche e le modalità di vendita sono di tipo piramidale.

Poche certezze, molti soldi
Si chiama Xango e promette miracoli. Ma non li fa, e nel frattempo svuota il portafoglio. Questo succo di un frutto tropicale, il mangostano, presentato come un toccasana per prevenire e curare tantissime malattie, dall’asma, al Parkinson, ha suscitato la curiosità di molti navigatori della rete (si acquista solo tramite registrazione al sito del produttore) e anche la nostra. L’abbiamo studiato a fondo: ora vi diciamo perché dovete starci alla larga.

Non ci sono prove scientifiche valide
Da un punto di vista scientifico, non esistono studi che dimostrino le capacità terapeutiche vantate da questo prodotto. Che infatti non è un farmaco. Il succo di mangostano, come molti altri prodotti di origine vegetale, può tutt’al più avere al suo interno una buona quantità di sostanze antiossidanti. Da qui a dire che queste sostanze siano in grado di guarire malattie importanti ce ne passa. Non per niente, la società distributrice di Xango, che vende questo succo da alcuni anni anche negli Stati Uniti, nel 2006 è stata ammonita dalla Food and drug administration proprio perché lo distribuisce e pubblicizza come se fosse un medicinale, contravvenendo alle norme americane.

Si entra in un "club" da cui è difficile uscire
La modalità di vendita del succo di mangostano è ambigua e riconducibile alle vendite piramidali. In sintesi, per acquistare Xango bisogna registrarsi al sito: questa registrazione comporta l’iscrizione come “incaricato” o “cliente preferito”. Di fatto si diventa automaticamente venditore, si paga una “quota associativa” di 34 euro e si acconsente a ricevere una fornitura mensile del prodotto con addebito automatico (come minimo 115 euro più le spese di spedizione). Insomma, una tecnica di vendita per spremere fino all’ultimo liquido. Dal portafoglio di chi ci casca.

La nostra segnalazione
Per tutte queste ragioni abbiamo presentato all’Autorità garante della concorrenza e del mercato una denuncia per pubblicità ingannevole e per pratica commerciale scorretta contro il prodotto Xango.

CANAPA: GLI ASPETTI ECONOMICI DELLA LEGALIZZAZIONE

Se a novembre i californiani diranno Sì alla legalizzazione della cannabis, le disastrate casse dello Stato trarranno beneficio dalle imposte sulla vendita, pur considerando il prezzo inferiore, non più gravato dai vari passaggi di mano e dai rischi del mercato nero. Uno studio del "pensatoio" statunitense Rand calcola l'80% in meno. Per Proposition 19 il valore reale della cannabis è di 50 dollari a oncia (1,30 euro al grammo), sufficienti a far incassare 1,4 miliardi di dollari all'anno, indica Board of Equalization and Taxation che riscuote le imposte su alcol tabacco e benzina.
Ma sono cifre controverse, dice Philip Cook della Duke University nel North Carolina, e anche l'ultimo studio di Rand sottolinea l'incertezza di questo tipo di valutazioni. Le entrate fiscali potrebbero discostarsi molto da quell'1,4 miliardi -in più o in meno- giacché il calcolo si basa su troppe incognite. Di quanto, nell'immediato, salirebbe la domanda di cannabis qualora fosse legale? Quanti soldi dovrebbe investire lo Stato in prevenzione e controllo? Quanto sarebbe il peso degli home grower (coloro che coltivano la cannabis in casa propria)? Sono tutte domande che avranno una risposta solo se i cittadini approveranno il referendum e con la legge operativa. "La California potrebbe diventare un grande terreno di studio", dice Cook.
Gli attivisti californiani hanno dalla loro vari economisti. Già il premio Nobel Milton Friedman sosteneva la legalizzazione delle droghe in generale. "Il proibizionismo sulle droghe altro non è che un aiuto statale ai cartelli criminali", spiegava l'economista alla Neue Zuercher Zeitung negli anni novanta. L'iniziativa californiana non si spinge a tanto: riguarda solo la cannabis; prevede l'età minima di 21 anni; le imposte dovrebbero finanziare il sistema sanitario e l'informazione; toccherebbe ai Comuni autorizzare i coffee shop.
Al di qua dell'Atlantico ci sono già esperienze di questo tipo; in Olanda i coffee shop hanno una trentina d'anni. A fine mese, su Amsterdam Law Forum della Vrijen Universiteit apparirà un articolo di Martijn Boermans che approfondisce gli aspetti economici della legalizzazione della cannabis. Accanto alle entrate fiscali, Boermans vede un altro vantaggio: la legalizzazione tiene separato il mercato delle droghe. "Lo spacciatore non vende solo droghe leggere, ma anche pesanti". In Olanda il consumo legale di cannabis ha fatto diminuire l'uso delle droghe pesanti. Una conferma viene dall'Osservatorio europeo sulle droghe, che segnala un numero di morti per droga decisamente inferiore alla media europea. Va detto però che i giovani olandesi assumono più spesso ecstasy ed allucinogeni dei loro coetanei dei Paesi vicini. Tornando alle imposte, il ministero delle Finanze parla di entrate per 450 milioni di euro all'anno, grazie anche al contributo dei turisti stranieri cui si attribuisce uno spinello su due.
In Germania la legalizzazione della cannabis farebbe incassare al Fisco 900 milioni di euro all'anno, indicano le stime di suddeutsche.de: il doppio dello spumante. Ma anche qui è difficile dire quanto rimarrebbe allo Stato una volta dedotte le spese per il controllo, la prevenzione e la sanità. Ci sarebbe però da calcolare anche l'Iva e le imposte generate dai nuovi posti di lavoro nei coffee shop. Però al ministero delle Finanze tedesco tutto il ragionamento appare una sciocchezza. Un suo portavoce spiega che la legalizzazione riguarda la politica sanitaria e giudiziaria, e ben poco il fisco. "Gli aspetti fiscali non hanno nessun ruolo".

FONTE: http://droghe.aduc.it/articolo/legalizzare+cannabis+aspetti+economici_18242.php

martedì 27 aprile 2010

ITALIA - COCAINA, QUANDO ERA IL PAPA A FARNE USO

Riportiamo questa risposta di Paolo Granzotto a un lettore sul quotidiano 'Il Giornale'.

La droga è sempre circolata... Ne parla perfino Omero nell’Odissea.
Ricorda? Il nepente di Elena, il fiore dei lotofagi, tutta roba da sballo. Però un conto è la circolazione fra pochi intimi, un conto è il consumo di massa. Fenomeno abbastanza recente specie se riferito alla cocaina, alcaloide che è entrato in scena nella seconda metà dell’Ottocento riscuotendo, dapprima come farmaco, in seguito come stupefacente, un alto e duraturo gradimento. La sa la storia del Papa che beveva vino alla coca? Ne diede notizia il quotidiano Le Rappel che nel maggio del 1903 pubblicò un vistoso annuncio a pagamento dominato dall’immagine al tratto di Leone XIII. Vi si leggeva: «Sua Santità accorda una medaglia d’oro - Avendo trovato nel Grand Tonique Vin Mariani la fonte di sempre nuove forze, l’Augusto e Venerato pontefice si è compiaciuto di renderlo noto al mondo intero accordando al “benefattore dell’umanità” signor Mariani una medaglia d’oro». Seguiva lo stralcio della lettera a firma del Segretario di Stato, cardinal Mariano Rampolla, che accompagnava l’onorificenza: «Sua Santità si compiace di incaricarmi di ringraziare nel suo Augusto Nome l’amabile signor Mariani e di testimoniargli in maniera sensibile la Sua gratitudine». Infine, la rèclame: «Vino Mariani con coca del Perù - il Grande Tonico per le donne nervose e gli uomini deboli. Non c’è l’eguale per anemie, fiacchezza, esaurimento nervoso e la debilitazione generale. Facilita la digestione, scaccia la fatica e stimola l’appetito».
Sappia dunque, caro Bastianini, che nel 1863 Angelo Mariani, un còrso a mezzo fra il chimico, il farmacista e l’enologo, pensò bene di addizionare dell’ottimo Bordeaux con l’estratto di foglie di coca creando quello che volle chiamare vin tonique. Fu un successone, il vino andava a ruba e le vendite aumentarono ancor più quando l’ideatore ebbe l’intuito di pubblicizzarlo facendo dei più illustri clienti i testimonial del prodotto. Il Papa della Rerum Novarum, come abbiamo visto, ma anche la Regina Vittoria o Emile Zola («Formulo i più vivi apprezzamenti per questo vino di giovinezza che riporta alla vita, conserva la forza a quanti l’hanno e la rende a quanti l’hanno perduta») o, ancora, la più esplicita Jane de la Vaudére, musa della Belle Epoque («Questo vino è cantare, volare, amare senza sosta; è aprire, nel paese dei sogni, una porta sull’infinito!»). Il tonico di Angelo Mariani ebbe, com’è naturale, molti imitatori: in Italia fu la Buton a produrre fino agli anni Venti del Novecento la «Coca Buton», il «liquore che fortifica», come si leggeva nella pubblicità dell’epoca, «il liquore degli intellettuali». Ma il più fortunato degli imitatori fu mister John Stith Pemberton di Atlanta, Georgia, che si mise a imbottigliare un «French Wine Coca» in tutto simile all’originale, ma che più tardi e per via del proibizionismo imposto dallo Stato georgiano, sostituito il vino con l’acqua, trasformò in un beveraggio dissetante e tonificante che chiamò Coca Cola.

FONTE: http://droghe.aduc.it/notizia/cocaina+quando+era+papa+farne+uso_117504.php

venerdì 9 aprile 2010

Cannabis terapeutica in Puglia

Da oggi saranno a totale carico del servizio sanitario regionale pugliese i farmaci a base di cannabis per i malati terminali in Puglia.
E' quanto stabilisce la delibera di giunta n. 308/10 che autorizza le farmacie ospedaliere a erogare cannabinoidi a pazienti in regime di ricovero o day hospital.


(Fonte: dirittiglobali.it)

giovedì 25 marzo 2010

SUCCO XANGO

Perchè bere il succo di mangostano

Perchè è il prodotto botanico più potente della natura!


Sappiamo che per avere una buona salute è necessario fare regolarmente esercizio fisico e consumare gli alimenti secondo una dieta bilanciata ed equilibrata. Eppure la nostra dieta comprende alimenti processati, ricca di grassi e zuccheri; la frutta e la verdura, ad esempio, contengono pesticidi, mentre il pollo e la carne contengono ormoni e antibiotici.

Ingerendo questi alimenti, assorbiamo sostanze tossiche, che sommate alla contaminazione e allo stress, a lungo andare, si ripercuotono sulla nostra salute e, di conseguenza, sulla qualità della nostra vita.
Per questo è importante l'integrazione alimentare, per equilibrare la mancanza di alcuni supplementi nutrivi e dare al nostro organismo ciò di cui necessita per funzionare adeguatamente.
Il succo Mangostano Xango è un ottimo integratore alimentare ricco di vitamine, ferro, fibre, calcio, potassio, proteine, fosforo, sodio, niacina. Bere quotidianamente il succo di mangostano Xango aiuta a migliorare la salute e il benessere del proprio corpo, aiuta a tenersi in forma e previene l'invecchiamento causato dai radicali liberi.

Può sembrare strano che un unico supplemento alimentare abbia il potenziale per aiutare a combattere o regredire un gran numero di malattie, ma non è tanto strano quando comprendiamo che molte malattie condividono la stessa causa: l'ossidazione e l'infiammazione cronica.

L'ossidazione è il prodotto dei radicali liberi, ossia sostanze pericolose che produciamo e alle quali siamo continuamente esposti e che hanno il potere sufficiente per danneggiare le nostre cellule e il nostro DNA.
L'infiammazione, soprattutto quella cronica, è la risposta del nostro organismo agli attacchi multipli che subiscono le nostre cellule. Questo danno può essere impedito soltanto se si consuma regolarmente una quantità adeguata di potenti antiossidanti.

Il supplemento nutritivo ideale per evitare malattie e allo stesso tempo lottare contro di esse, deve contenere tanti antiossidanti naturali così come sostanze antinfiammatorie.
Questo supplemento alimentare è ottenuto sfruttando l'intero frutto del mangostano.

Originario del Sud-Est Asiatico, il mangostano è molto apprezzato in questa regione proprio per il suo sapore delizioso e per le sue proprietà nutritive, preventive e curative.
Per molti secoli, la cultura del Sud-Est Asiatico, dell'India, della Cina e di molte altre isole del Pacifico, ha utilizzato questo speciale frutto, nella medicina tradizionale, impiegandone sia la buccia che la polpa, per trattare diverse malattie.
Durante gli ultimi trent'anni, rinomati scienziati, ricercatori e università di tutto il mondo, si sono dedicati a studiare perchè il sorprendente frutto del mangostano è così efficace contro la lotta ad alcune malattie e nel recupero della salute in generale.

"Sono convinto che il mangostano sarà, con certezza, il supplemento alimentare più di successo di tutti i tempi".
Dr. J. Frederick Templeman


PER MAGGIORI INFORMAZIONI

www.mangostano.com/perugia
oppure
www.myxango.it/perugia

lunedì 22 marzo 2010

Cannabis. Studio: potente inibitore del tumore al cervello

I principi attivi presenti nella cannabis agiscono in sinergia inibendo la crescita delle cellule
cancerogene e causandone la morte. Questi i risultati di una sperimentazione preclinica pubblicata
sulla rivista scientifica Molecular Cancer Therapeutics.
I ricercatori dell’Università della California hanno studiato gli effetti del cannabidiolo, non
psicoattivo, in combinazione con il Thc, principio psicoattivo della cannabis con proprietà
anticancerogene.
Gli studiosi hanno scoperto che la combinazione di questi cannabinoidi è più efficace contro il
cancro rispetto alla somministrazione separata di questi principi. “Abbiamo scoperto che il
cannabidiolo aumenta l’abilità del Thc di inibire la proliferazione di cellule (cancerogene),
inducendo l’arresto del ciclo cellulare e l’apoptosi (la morte programmata delle cellule)”, hanno
scritto gli autori dello studio.
I ricercatori concludono: “Separatamente, Thc e cannabidiolo possono inibire la crescita e la
diffusione delle cellule cancerogene in modi distinti, e provocare la loro morte. Abbiamo ipotizzato
che, unendo i due agenti, si potesse giungere ad una convergenza delle modalità di azione con un
conseguente potenziamento dell’azione inibitoria di certi fenotipi di cellule cancerogene. Questa
ricerca dimostra che è così”.
Una recensione di studi scientifici pubblicata nel 2008 sulla rivista Cancer Reserch aveva riportato
che i cannabinoidi inibiscono la proliferazione di cellule di una molteplicità di tumori, tra cui il
tumore al cervello, prostata, seno, polmone, pelle, pancreas e il linfoma.
FONTE: Notiziario Aduc e http://www.enjoint.info/?p=1697

CASE POPOLARI ECOLOGICHE IN TOSCANA

E’ una palazzina con 5 appartamenti ed è il primo esempio in Toscana di bioedilizia, uno dei primi in Italia, applicata alle case popolari. Si trova nella frazione di Marlia, Comune di Capannori (LU), ed è realizzata dall’Erp di Lucca.
 L’intervento, ancora in costruzione ma in fase avanzata (si prevede l’ultimazione per la primavera), è stato presentato nei giorni scorsi durante una conferenza stampa tenuta in cantiere, alla quale ha partecipato
l’assessore regionale alla casa Eugenio Baronti. Presenti il vicesindaco di Capannori, Luca Menesini, il presidente e l’amministratore delegato dell’Erp di Lucca, Antonio Bertolucci e Massimo Checchia, i rappresentanti delle ditte che si sono aggiudicate i lavori.

Questi appartamenti hanno una marcia in più: sono certificati in classe energetica A. Significa che “consumano” solo 38 kw/h per metro quadrato contro le 170 della media delle abitazioni italiane, cioè meno di un quarto.

La struttura portante è in legno e le
pareti esterne sono rivestite con strati multipli di pannelli isolanti di lana di roccia, legno mineralizzato e fibra vegetale di canapa, per complessivi 20,5 centimetri. Non sono utilizzati materiali nocivi e inquinanti, né solventi chimici o isolanti sintetici.

Il riscaldamento è di tipo geotermico. L’acqua viene riscaldata attraverso una pompa di calore in modo da alimentare il riscaldamento a pavimento. L’acqua per usi idrotermosanitari è garantita da pannelli solari. Soltanto in caso eccezionale di freddo intenso una piccola caldaia a metano (da 30 kcal) di quelle che normalmente riscaldano un piccolo appartamento, sarà sufficiente per offrire temperatura confortevole a tutti e 5 gli alloggi.

La casa viene realizzata da Sistem Costruzioni srl di
 Castelvetro (Modena) per un importo di 680 mila euro, più iva. Insomma ogni appartamento costa, sempre al netto dell’iva, circa 135 mila euro. Anche i tempi di costruzione sono rapidi: basta una settimana per montarla e portarla al tetto dopo aver realizzato la platea in cemento.


L’assessore regionale Eugenio Baronti ha sottolineato come l’esempio di Marlia rappresenti un caso eccellente di “buone pratiche” da indicare come esempio per un’edilizia di qualità che sia al tempo stesso sostenibile ed ecoeficiente.

«E’ la dimostrazione pratica che in breve tempo si possono costruire alloggi popolari di nuova concezione, che costano quanto quelli tradizionali, ma fanno risparmiare tanto in termini di sostenibilità ambientale. E’ su questa strada che la Toscana
 vuole procedere con decisione e per questo tipo di interventi la Regione ha già introdotto una serie di incentivi».

Baronti ha citato in proposito il riconoscimento del 15% in più sul costo di costruzione per gli alloggi realizzati con il pacchetto di misure straordinarie da 143 milioni di euro volti a garantire ecoefficienza energetica superiore del 30% rispetto a quella richiesta 
dalla legge. L’assessore ha infine ricordato che la Regione ha stanziato 13 milioni di euro per buone pratiche nel campo dell’efficienza energetica e della sostenibilità.

«La nuova legge sulla casa – ha 
concluso Baronti – avrà al centro proprio l’ecoefficienza energetica e incentiverà le tecniche di bioarchitettura e di edilizia sociale sostenibile».

(fonte: informazionesenzafiltro.blogspot.com e http://www.enjoint.info/?p=1539

fonte imm. http://www.lastampa.it/cmstp/rubriche/admin/immagine.asp?ID_blog=179&ID_file=591)

domenica 21 marzo 2010

BRASILE: autorizzato un allucinogeno per finalita’ religiosa

Dopo anni di discussioni e polemiche, il governo brasiliano ha autorizzato il consumo di un
allucinogeno in determinate cerimonie religiose. La regolamentazione della droga ayahuasca,
daime o hoasca, usata dagli indios dell’Amazzonia brasiliana nei loro rituali, è appena stata
pubblicata sulla Gazzetta ufficiale. Sarà legale soltanto l’uso della sostanza stupefacente, non la sua commercializzazione. Per il resto non ci sono limiti; la possono usare tutti: uomini, donne -anche incinte-, giovani e persino bambini, purché solo durante il rito. Non è ammesso l’abbandono del luogo dove si svolge la cerimonia fintanto che nei fedeli non siano svaniti gli effetti allucinogeni (è già capitato che persone intossicate dalla sostanza, e al di fuori dell’ambiente religioso, si siano suicidate). Le due religioni più importanti che prevedono l’uso del tè allucinogeno sono Santo Daime e Union del Vegetal. La prima conta 5.000 fedeli ed è presente anche in Usa, Spagna,
G.Bretagna e Canada; la seconda ne conta 15.000 in Brasile. L’aspetto più controverso della
decisione è stato che l’uso della sostanza non comporti una visita medica, come avviene per
esempio per frequentare una palestra. Si tratta pur sempre di un allucinogeno potente, in grado
di causare gravi danni in persone non abbastanza sane ed equilibrate. L’altro timore è che
potrebbero sorgere nuove religioni o sette che contemplino l’uso per esempio di cocaina o
marijuana. In Brasile bastano tre giorni per fondare una Chiesa giacché serve solo uno statuto,
registrato davanti a un notaio.

(fonte: Notiziario Aduc E http://www.enjoint.info/?p=1757 )

giovedì 11 marzo 2010

IDEE SALVASPAZIO- ANNAFFIATOIO PIEGHEVOLE

Annaffiatoio pieghevole, realizzato in robusta plastica, con maniglie rinforzate, può contenere fino a 12 litri d’acqua. Una volta svuotato, le sue dimensioni si riducono a quelle di un comune sacchetto di plastica. Dim aperto: 35 x 28 cm circa. Prezzo 1,90 euro

Maggiori informazioni www.dmail.it/prodotto